Guidare in Sicurezza

 

GUIDARE IN SICUREZZA ANCHE A SETTANTANNI E OLTRE: sfida abilità, diritto o rischio? 

E’ il titolo dell’ultimo “quaderno” della collana “La Stagione dei Grandi Adulti” del Ce.R.R.Co.
Gli incidenti stradali uccidono più delle guerre in corso: sono la prima causa di morte dei giovani under 30. Gli anziani non sembrano invece essere così coinvolti né essere particolarmente “pericolosi”, anzi, il numero degli anziani che guidano un veicolo sulle strade del mondo costituisce una quota di mercato sempre più importante per l’industria, per la politica e per l’economia. Infatti, la possibilità di muoversi nell’ambiente colonizzato dall’uomo utilizzando autoveicoli, privati o gestiti come pubblico servizio, è una pietra di volta dell’autosufficienza e dell’empowerment delle persone anziane.
Invecchiando, in compagnia di limitazioni fisiche e problemi di salute, che cosa cambia nel comportamento e nei rischi alla guida?
Le persone anziane non sono il maggior pericolo della strada: come guidatori essi sono responsabili di un minor numero di incidenti stradali di quelli causati da persone più giovani, anche nella Provincia di Cuneo dove si verifica la maggior percentuale di incidenti mortali per abitante di tutta l’Italia! Probabilmente le ridotte facoltà cognitive e sensoriali dell’anziano sono controbilanciate dal ridotto numero di ore o chilometri guidati, per cui il numero di incidenti causati per anno è minore. Infatti, le Compagnie Assicuratrici offrono riduzioni e non aumenti dei premi (almeno in Italia) agli over 70.
Gli incidenti accadono per vari motivi: causa principale è la disattenzione (telefonare, fumare, mangiare, sentire musica, chiacchierare ecc.), cui seguono la trasgressione (limiti di velocità, segnaletica ecc.) e le scarse abilità di guida (patenti ancora troppo facili, auto troppo veloci per i neo patentati, guida “sportiva” su strade non adatte ecc.).
Gli incidenti causati da anziani over 70, automobilisti o pedoni che siano, hanno un elevato indice di mortalità dovuta alle peggiori dinamiche, come ad esempio la totale assenza di reazione di fronte alla situazione di pericolo probabilmente dovuta a deficit visivi o sincopi. Peraltro tutte le persone anziane coinvolte in incidenti stradali (come guidatori, passeggeri, ciclisti o pedoni) hanno un elevato rischio di morte proprio per la loro età avanzata e le loro pre-esistenti patologie che complicano e peggiorano la prognosi di ogni tipo di trauma. L’indice di mortalità per incidente stradale è drammaticamente elevato quando la persona coinvolta è un debole utente della strada: pedone, ciclista o utilizzatore di carrozzella per disabili.
L’analisi del giorno della settimana, delle fasce orarie e della stagione dimostra l’orientamento alla famiglia dei guidatori/pedoni anziani, almeno nella Provincia di Cuneo. L’analisi delle dinamiche degli incidenti evidenzia che gli anziani causano incidenti mortali per lo più quando si trovano a fronteggiare località sconosciute o situazioni inattese e che sono utenti della strada “deboli”, “fragili”, piuttosto che spericolati automobilisti che si scontrano con altre auto o investono passanti.
Le ridotte performance alla guida delle persone anziane si spiegano con la provata teoria che, anche in assenza di una carenza cognitiva, con normali test mentali, essi hanno comunque una compromessa capacità di attenzione. La loro memoria procedurale e di lavoro, coinvolta nell’attività di guida, è compromessa con una conseguente riduzione della flessibilità e dell’inibizione, specialmente quando si devono fronteggiare doppi “compiti” o “cambio di compiti” come azioni complesse e contemporanee.
Il comportamento alla guida, infine, oltre che alla compromissione cognitiva, è anche profondamente connesso alla personalità del soggetto, soprattutto le coping strategies e il locus of control: un capitolo affascinante e non ancora  esplorato a fondo.
Le auto dovranno a loro volta essere predisposte ed accessoriate per una guida facile e sicura anche in tarda età. Esse non sono più uno status symbol, ma normali mezzi di locomozione: esibire le proprie doti correndo troppo e provare i limiti prestazionali della propria auto non è più trendy. Le caratteristiche delle auto hanno peso in questo dramma: molti accessori sono distraenti, le prestazioni portate al limite, i dispositivi di sicurezza in parte illusori ecc. Ma devono essere la formazione, l’aggiornamento e la responsabilità nella rivalutazione delle capacità di guida gli ingredienti essenziali per migliorare l’educazione stradale e creare una cultura della sicurezza per tutte le fasce di età, anziani inclusi.
La ricerca del Ce.R.R.Co. (Centro Ricerche e Relazioni Cornaglia con sede a Torino e Monticello d’Alba – www.centrocornaglia.org ) ha voluto studiare il comportamento degli automobilisti over 70, sottoporre i dati oggettivi degli incidenti stradali in cui sono stati coinvolti ad un panel di esperti per ottenere con i loro contributi nuove linee guida finalizzate a questo scopo. Suggerire inoltre agli anziani qualche idea e qualche stimolo a vantaggio della sicurezza e della loro autonomia, anche con questo nuovo quaderno.
La metodologia seguita ha considerato i contributi preziosi della Polizia della Strada della Provincia di Cuneo, del Club Unesco-Cuneo, del Comitato Provinciale di Monitoraggio della Sicurezza Stradale,- presieduto dall’On. Raffaele Costa-, del Centro Ricerche Fiat, del Politecnico di Torino, degli esperti della Pininfarina, del Consiglio dei Seniores della Città di Torino e degli specialisti medici, ingegneri, sociologi e psicologi che hanno costituito il panel di esperti consultati.
La ricerca si è concentrata nella Provincia di Cuneo, una delle province più estese e con una rete stradale più varia d’Italia, ma anche quella con il triste primato del maggior numero di incidenti automobilistici per abitante. Dalla casistica è emerso che nella Provincia di Cuneo la mortalità per incidenti stradali è stata abbattuta, tra il 2000 e il 2009, di oltre il 50% (raggiungendo e superando l’obiettivo della campagna EU in corso di una riduzione del 50% della mortalità nel 2010 rispetto al 2000). La riduzione media in Europa, dai dati del 2008, è stata solo del 33% e in Italia del 37%.


Fig.1: la riduzione degli incidenti mortali nella Provincia di Cuneo, negli ultimi dieci anni, è stata più elevata delle aspettative (50%) dell’EU, mentre la media della diminuzione in Italia è stata solo del 33% (inferiore alle aspettative EU).

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Dal database della Provincia di Cuneo sono anche state analizzate le circostanze e le modalità degli incidenti coinvolgenti anziani ultrasettantenni, ricavando interessanti informazioni circa l’influenza del “fattore età” nella tipologia degli incidenti e nel tipo di utilizzo degli automezzi in genere.
Questi risultati confermano che gli anziani over 70 al volante non sono dei killer della strada che si scontrano con altri veicoli od investono i passanti, almeno in Provincia di Cuneo. Gli anziani (guidatori, passeggeri, ciclisti e pedoni) sono invece utenti della strada piuttosto fragili e, se il loro comportamento è pericoloso, lo è molto più per loro stessi che per gli altri. Riunendo ed integrando tra loro i dati raccolti ed i contributi degli esperti è stata ricavata una sintesi multidisciplinare sulle capacità di guida degli over settantenni, i rischi correlati, le possibilità pratiche di verificare oggettivamente queste capacità, i progetti e gli studi sperimentali di car-design e ability-design ed i prototipi dell’industria automobilistica torinese per rispondere a queste sfide, le attese degli utenti stessi, le soluzioni urbanistiche e della viabilità per aumentare l’accessibilità e la sicurezza alla guida.


 


Fig. 2: Distribuzione per classe d’età nella Provincia di Cuneo di tutti gli incidenti stradali, per entrambi I sessi. Il picco si riscontra a 22 anni per ambo I sessi. Per i settantenni e più si riscontra un divario tra numero di abitanti e numero di incidenti progressivamente più ampio specialmente per le donne. Divario che persiste anche per le età più avanzate.

E‘ stato poi analizzato l’ambiente in cui l’attività di guida è svolta e l’ambiente che verrà: le strade del futuro saranno più adeguate all’utente anziano. Diverranno “intelligenti” perché capaci di interagire con l’autoveicolo che vi transita fornendo informazioni per una sicura viabilità, controllandone la traiettoria, e inviando segnali di informazione e di allarme ai guidatori. L’urbanistica sarà più attenta alle esigenze dell’anziano e ulteriori aggiornamenti del codice della strada tuteleranno il diritto a guidare degli over 70. Ciò li obbligherà a specifiche norme di sicurezza. Da questo studio emerge l’importanza per l’anziano di un costante aggiornamento ( il Longlife learning suggerito dall’Onu sin dal 2004) anche nell’abilità di guida: bisogna promuovere la cultura della responsabilità, farsi valutare ed autovalutarsi periodicamente. Con la proposta di un protocollo di valutazione medica e medico-legale, di alcuni suggerimenti di car-design, di corsi di guida per anziani con valutazione finale, di test e auto-test di performance alla guida con definizione del livello di rischio ecc. Ma soprattutto va cambiata la mentalità comune, vanno abbandonati pregiudizi ingiustamente discriminatori (ageism). Non bisogna più chiedersi “perché gli anziani sono più a rischio di incidenti stradali?” – domanda che poggia su un presupposto falso (od almeno non provato) e comunque politicamente scorretto – ma piuttosto chiedersi “perché alcuni guidatori anziani sono più a rischio di altri?”.
A questa domanda il Ce.R.R.Co. si è impegnato a dare risposte e rimedi con questo libro, certi che formazione permanente ed empowerment rimangono gli aspetti prioritari da portare avanti nell’obiettivo comune di invecchiare sani e invecchiare liberi.

Il nostro studio ha meritato l’invito alla “ Transed: Conferenza internazionale sulla mobilità ed il trasporto delle persone anziane e dei disabili“, tenutosi ad Hong Kong dove è stato presentato ottenendo ampi consensi sulla metodologia, completezza ed originalità.


 


nella foto: (Dario Bracco presidente del Ce.R.R.Co e Ugo Marchisio coordinatore medico della ricerca)

Per scaricare il libro clicca qui

 

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