Anziani verso il 2020, da sopravvissuti a protagonisti sociali

Le pubblicazioni Ce.R.R.Co.
Collana “I quaderni dei Grandi Adulti”
Quaderno —  
ANZIANI VERSO IL 2020, DA SOPRAVVISSUTI A PROTAGONISTI SOCIALI

L’anno 2020 (“Twenty Twenty”) segnerà un giro di boa importante per l’umanità. Vedrà infatti l’impatto dei Baby Boomers europei (quelli americani ci sono già arrivati) con l’età senile. Un vero “silver tsunami” di settantenni, tantissimi ed invecchiati tutti insieme, si abbatterà sul sistema socio sanitario ed assistenziale dei Paesi ad alto reddito. Ma anche i Paesi emergenti e, presto, addirittura quelli a bassissimo reddito vedranno esplodere la popolazione anziana al di là di ogni precedente esperienza (vedi figura). Non per niente il programma “Healthy People 2020” del Dipartimento della Salute e dei Servizi Umani (USA), una specie di “road map” omnicomprensiva per la salute ed il benessere che prende in considerazione I determinanti sociali della salute, l’equità dei servizi, gli stili di vita ecc., include tutta una serie di capitoli specifici riguardanti le persone anziane. 

 

Questo nuovo studio del Ce.R.R.Co. ha cercato di esplorare alcuni dei punti forti dell’invecchiamento, specialmente dell’invecchiamento dei “Nuovi Anziani”, cioè dei Baby Boomers. Su di essi avevamo già pubblicato il “quaderno” “L’Anziano che verrà, dalla cura al prendersi cura” , esito di uno studio sulle caratteristiche diverse di quella generazione rispetto al passato, della loro maggior longevità e dei problemi connessi al caring, dalla Bioetica all’Active Ageing.

 

Questo nuovo “quaderno” approfondisce l’argomento grazie al contributo di specialisti ed esperti che indicano scenari possibili sia sanitari che socio-assistenziali con particolare riferimento ai problemi più recenti ed importanti come le dipendenze, il dolore, la solitudine, la ricerca della spiritualità ed altresì il bisogno di nuove e più adatte strutture, di arredi ambientali e di forme idonee di attività fisica.

Si delinea la necessità crescente di nuove figure professionali, nuovi ruoli e competenze. Basti pensare alla figura del medico di medicina generale, quella dello psicologo psicoterapeuta, all’ampliamento delle competenze dello Psichiatra e del Neurologo, la figura del Geriatra che“cura, ma non guarisce”, figura professionale quanto mai determinante per accompagnare l’anziano con le sue patologia e co morbilità.

Forse è proprio dai nostri archetipi psicologici “latini” e “mediterranei” che deriva questa attenzione agli aspetti meno razionali e tecnologici della “advocacy” dell’anziano. Come Ce.R.R.Co. abbiamo imperniato il nostro intervento all’ultimo convegno internazionale della American Society on Aging (ASA – San Diego – 2014), “technology, management/economics and human caring”, sintonizzati sempre sulla frequenza dello “human touch”. Crediamo infatti che queste tre realtà devono essere sviluppate in modo unitario e integrato, orientato alla persona anziana per assicurarle il meglio dei servizi di cui ha bisogno. Cultura dell’”empowerment” delle persone anziane, diametralmente opposta a quella del cosiddetto “ageism”, termine coniato dallo psichiatra e gerontologo americano Robert N Butler che così lo spiega: “le basi sottostanti all’ageism sono il sogno e la paura di invecchiare, diventare malati e dipendenti, avvicinarsi sempre più alla morte. La gente è spaventata e questo porta ad una profonda ambivalenza”. Nella vita quotidiana, l’ageism non si manifesta solo nella discriminazione (per esempio sul lavoro) e nella ostilità spicciola, ma arriva all’abuso e alla frode sistematica. Negli USA si stima che circa il 10% degli anziani sia maltrattata, trascurata o sfruttata ogni anno (Beach 2010, Acieno 2010).

Altri studihanno evidenziato come le nuove generazioni di Anziani ambiscano ad essere più partecipi ed a conservare il più a lungo possibile la loro autonomia ed indipendenza non solo fisica e psichica, ma estesa a tutti gli aspetti della vita. Per questo non smettono di lavorare e di aggiornarsi e continuano a “muoversi” nei loro ambienti; ambienti sempre più predisposti e strutturati per questo tipo di utenza. Vogliono vivere a casa loro, sempre più nelle zone rurali, in campagna o al mare, assistiti dai servizi territoriali domiciliari, o presso Istituzioni (Centri di Assistenza Primaria, Ospedali, RSA ecc.) ben inserite nel contesto territoriale e socio-sanitario in cui hanno passato la loro vita. Hanno un concetto moderno di qualità del servizio, la sanno percepire e ricercare. La vicinanza con grandi città garantisce loro l’assistenza medica di ogni livello, anche iper-specialistica.

Queste persone sono consapevoliche l’attuale livello di welfare e di assistenza sanitaria non è più sostenibile. Le accresciute esigenze di assistenza e qualità di vita, il desiderio/necessità di vivere a casa propria il più a lungo possibile richiedono nuovi e più moderni servizi integrativi di quelli essenziali assicurati dalla collettività: attività culturali ed artistiche, sviluppo della dimensione spirituale, per valorizzare al massimo un invecchiamento già di per sé attivo.

Un concetto quindi più profondo e completo di ben-essere (Wellbeing, wellness): slogan unificante, fortemente sostenuto, tra l’altro, dalle correnti di Bioetica più attente alla Persona. Un approccio olistico, a 360°, a tutto tondo (all-around) dell’invecchiare bene e della stessa advocacy dell’anziano.

Il libro è anche propositivo. Perché non creare un’offerta di mercato che risponda adeguatamente a questa nuova domanda? Questo studio ha perciò cercato di focalizzare le nuove possibilità di offerta, al cittadino anziano, di un “ben-essere” più completo, al di là delle cure mediche e dell’assistenza, che gli consenta un miglioramento della qualità di vita globale senza mettere in crisi la governance del sistema. Non solo la salute come assenza di malattia, ma soprattutto come tutela dell’autonomia: poter guidare, migliorare la memoria, curare la forma fisica, la postura, l’affettività e gli stimoli ambientali. In altri termini, non solo la medicina (intesa in modo positivistico, solo biologico), ma anche la cura dello spirito con tai chi, yoga, musicoterapia, bio-danza, meditazione ecc. ecc. In definitiva il piacere globale di stare al mondo… ancorché anziani o diversamente abili, con patologie croniche invalidanti. Temi che sono un po» nuovi, «inesplorati» e «irrituali», ma che incontrano certamente le aspettative del soggetto che abbiamo già individuato come “l’Anziano che verrà” che ora ha davanti a se il traguardo delle sue aspettative: il 2020, anno in cui la generazione del Baby Boom compirà settant’anni, saranno tanti e vorranno avere a disposizione più considerazione, perciò, più attenzione e migliori servizi.

C’è ancora tempo sufficiente per soddisfare le loro esigenze.

Per scaricare il libro clicca qui

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