Anziani verso il 2030

Le pubblicazioni Ce.R.R.Co. 
Collana “I quaderni dei Grandi Adulti”
Quaderno n. 9– Anziani verso il 2030

Il ruolo nella famiglia e nella società; la tutela della salute e la governance della spesa sanitaria ed assistenziale.

Premessa
Gli Anziani ultra-settantenni, nel 2030, saranno più numerosi di adesso e avranno ancora, in qualche misura, un carico  famigliare importante: fino a quattro generazioni.
Saranno sempre più bisognosi di assistenza e di cure; saranno diversi per cultura, esperienza e stili di vita.
Saranno più esigenti nel voler gestire in prima persona ogni aspetto della loro vita.

Governanti, stake holders e policy makers sapranno considerare i bisogni e le aspettative di questa crescente della popolazione, ormai vicina al 25%?

Il Ce.R.R.Co. con questo studio ha considerato alcune condizioni di vita delle persone che diverranno anziane nel corso dei prossimi quindici anni, le tendenze, le prospettive in campo sociologico e sanitario ricavate da dati recenti delle Istituzioni, da quelli propri di anni di attività sul campo e dalla esperienza raggiunta dagli autori. Lo scenario che ne è derivato risulta di possibile, importante utilità agli anziani stessi ed agli operatori del settore.
Lo studio è suddiviso in 3 pareti:
Rapporti con la famiglia e la società: l’Anziano sarà ancora al centro della sua famiglia? La famiglia come lo considererà? Pronipoti, nipoti, figli e genitori… quali saranno i rapporti intergenerazionali? Che posizione occuperà l’anziano
in una famiglia allargata, multietnica, omosessuale? Sarà ancora il custode di tradizioni, cultura e principi? Oppure prevarrà il pensiero individualista e consumista che lo annienterà come peso inutile? Nelle conclusioni del Sinodo
sulla famiglia e nei molti documenti programmatici di ispirazione religiosa e laica sul tema, quale posizione viene attribuita all’anziano nel contesto sociale?. Come procedere nel cammino etico che ci sta a cuore: “from care to
take care” (Phylosophy and Science of Caring)?
Tutela della salute e governance della spesa sanitaria/assistenziale: gli Anziani saranno sempre più bisognosi di assistenza sanitaria, con particolare attenzione alle patologie croniche-degenerative ed alle cure
domiciliari. I grandi traguardi di benessere raggiunti oggi, longevità, prevenzione, stili di vita corretti, cure mediche avanzate, assistenza completa, sviluppo economico ecc. non basteranno a scongiurare la progressiva limitazione funzionale e vitale che accompagna l’invecchiamento, anche quello sano e attivo. La governance della cronicità sarà sempre più la chiave di volta delle politiche socio-sanitarie, determinandone le priorità, i criteri di appropriatezza e l’accessibilità per tutti gli Anziani di domani? L’Anziano potrà essere assistito e curato a casa propria? Aumenteranno le “Cittadelle della Salute” e diminuirà il pendolarismo ospedaliero? Come evolverà l’organizzazione dell’assistenza domiciliare e familiare, la formazione dei professionisti dell’assistenza (collaboratori familiari/badanti, ADEST, OSS)? Il mercato si aprirà di più al privato sanitario?
Testimonianze
Lo studio ha considerato due “buone pratiche sul campo”: La scuola di Umanizzazione della Medicina di Alba e il Laboratorio di Ergonomia Posturale per il benessere del lavoratore: Posture e Movimenti
Conclusioni
Quali specifici problemi porta con sé la nuova generazione di persone anziane? Da “Baby Boomers” finiranno per ritrovarsi “Baby Boomerang” sociali, oppure, sapranno essere dei veri “Grandi Adulti”, protagonisti del loro destino?
1. RISORSE in TEMPO di CRISI: A quali risorse si potrà attingere per una sana politica sociale e sanitaria a favore degli Anziani? proprie/interne alla famiglia? investimenti pubblici e privati? Il “mercato” riuscirà a
formulare offerte adeguate e sufficienti?
2. GLOBALIZZAZIONE: i problemi delle grandi immigrazioni oscureranno quelli dei “nostri” vecchi? Quale difesa ed autodifesa per l’Anziano?
Nuove assicurazioni long-term-care, migliori convenzioni con gli Enti preposti e nuove figure professionali come l’Amministratore di Sostegno (o tutor familiare) potranno aiutarlo e proteggerlo dall’indifferenza,
l’emarginazione e le varie forme di Ageism ormai diffuse e ben percepibili un po’ ovunque? Decollerà una forma di testamento biologico utile anche a tutelarsi contro l’eutanasia e il “suicidio indotto”. L’Anziano
si troverà a vivere al centro o nelle periferie geografiche e sociali? Sarà integrato o emarginato?
3. SPIRITUALITA’: quale ruolo avranno la Spiritualità e la Fede? l’Anziano conserverà la sua mission di educatore e di custode delle tradizioni e dei principi morali propri di chi ha un preciso riferimento spirituale, una
Fede (religiosa o laica che sia), una Speranza che lo accompagni fino alla fine della sua vita?
4. MEDICINA dei BISOGNI e MEDICINA dei DESIDERI: quale ruolo avrà la Medicina e in particolare la Geriatria di domani? Oltre ad essere guida nella prevenzione e risorsa indispensabile nelle cure, potrà dedicarsi
veramente alla governance delle cronicità? Il Medico di Medicina Generale ne sarà catalizzatore o moderatore? Evolverà il suo rapporto umano col paziente che lui meglio di tutti conosce? Migliorerà per tempi
e qualità l’assistenza domiciliare? L’Anziano avrà qualche priorità nell’accedere ai servizi sanitari? La rieducazione funzionale ed il trattamento del dolore, strumenti fondamentali, entrambi, per
migliorare la qualità di vita, troveranno adeguati investimenti?
Nasceranno nuove forme di integrazione tra pubblico e privato che assicurino una copertura sanitaria universale adeguata e, accanto ad essa, un ampio ventaglio di servizi accessori personalizzati, gestiti dal
libero mercato?. La prevenzione e la cura di demenze, depressioni e dipendenze richiederanno, per l’anziano, competenze specifiche in campo psicoterapeutico?
Le enunciazioni scientifiche e sociologiche, la riflessione sulle condizioni di vita, di salute, di spirito di queste persone proiettate nel 2030 non sono un punto di arrivo o un’anticipazione, ma una verifica, una previsione per aiutare loro e chi per loro, soprattutto chi dovrà prendersene carico e cura:
dai familiari agli operatori, dai decision makers ai dirigenti istituzionali. Con una particolare attenzione alla governance delle cronicità, vero marker di una società che integra l’anziano nel suo contesto.
Medici, sociologi, bioetici, psicologi, giuristi, economisti, religiosi, assicuratori …uomini e donne di buona volontà che hanno avuto qualcosa da raccontare del loro impegno nell’empowerment delle persone anziane.

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