Evoluzione delle RSA

INTEGRAZIONE DEL SISTEMA SANITARIO E ASSISTENZIALE DEGLI ANZIANI PONTE TRA OSPEDALE E ASSISTENZA DOMICILIARE
 
Coordinatori:
Ugo dott. MARCHISIO – capo dipartimento di Medicina d’Urgenza Ospedale Maria Vittoria Torino
Dario dott. BRACCO  Sociologo. – Presidente del  Ce.R.R.Co. “Centro Ricerche e Relazioni Cornaglia”  Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. E» necessario abilitare JavaScript per vederlo.   — www.centrocornaglia.org
 
In passato avevamo analizzato le peculiarità di una “Geriatric Clinic”, poi si è parlato di RSA medicalizzate od avanzate; di recente si utilizzano le RSA per ricoveri (letti di prossimità). Potranno divenire il ponte tra ospedale e l’assistenza domiciliare?
E’ ormai evidente come le strutture residenziali sanitarie (RSA e RAF) possono/devono integrarsi nella rete dei servizi sanitari regionali e fare sistema, cioè, assumere un ruolo nella cura di pazienti in condizioni tali da non richiederne necessariamente il ricovero in ospedale. Concetto di “stay and play”, curare in loco in attesa di scegliere luogo più adatto per cure più specifiche e di “bridging”: fare rete. E’ il pensiero del Ministero della Sanità che prevede nella sanità territoriale la chiave di volta di un servizio sanitario moderno ed accessibile a tutti
L’ospedale di “riferimento” diverrebbe sede del “business unit”, area gestionale responsabile di tutte le categorie di operatori di tale area o dipartimento. Primi tra tutti gli ospiti interni di queste strutture, poi i cronici ed i portatori di esiti da grandi traumi obbligati diversamente a lunghi e tortuosi percorsi di recupero.
Un nuovo ruolo, nelle rete, delle Strutture Residenziali insieme a quello dei Medici di Medicina Generale allo scopo di decongestionare gli ospedali (ambulatori e riabilitazione) migliorando anche la logistica (prenotazioni, attese, scelta del luogo di cura). Presumibilmente migliorerebbe anche il servizio e la qualità dell’assistenza.
In realtà non è nuova la funzione più medicalizzata delle RSA; se questo loro ruolo fosse però decretato e regolamentato, esse acquisirebbero una più chiara ed ufficiale integrazione nel SSN. Dalle Strutture di cui parliamo, potrebbe anche essere erogata l’assistenza domiciliare, lasciando ai Consorzi Socio Assistenziali la funzione tutelare. RSA e RAF INTEGRATE, per fronteggiare migliorare la governance (= gestione, organizzazione, misurazione) dei servizi sanitari senza deprimere quelli socio-assistenziali che, anzi, ne gioverebbero per la vicinanza e maggiore disponibilità di personale medico con la possibilità di divenire anche centrali di erogazione dell’AD, con i servizi alla persona (assistenza infermieristica, ristorazione, lavanderia e pulizia, animazione, ) ad essa connessi, implementati dalle nuove tecnologie (Telemedicina, Telesoccorso ecc.) più facilmente acquisibili e gestibili in tali strutture.
Dal punto di vista gestionale è ancora applicabile il ricorso al privato con il concetto del “franchising management” (vedi coop o gruppi specializzati equivalenti come fondazioni religiose o sociali), sovente in grado anche di finanziare le opere strutturali. Agli enti coordinatori e di controllo spetterebbe il compito di “executive board” e di progettazione socio-sanitaria con regioni e stato. Agli ospedali quello di “hub” di vario livello e competenza secondo servizi ed eccellenze.
Lo studio ci ha consentito di proporci a congressi di livello superiore, realizzare conferenze e dibattiti e pubblicare il tutto, in questo caso come atti di un convegno che che si è tenuto in USA. Lo studio è stato d’aiuto altresì per la realizzazione di due tesi di laurea in ingegneria edile presso il Politecnico di Torino.

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