Francesco Cornaglia partner della Scuola Medica torinese

Aveva costituito la Società Italiana di Informatica Medica, aveva anche realizzato uno dei primi esami elettrocardiografici «via cavo», dall» Ospedale Molinette, era stato eseguito un tracciato ecg, stampato e letto in tempo reale grazie ad un convertitore con modem,in un Ospedale di Mannheim da colleghi tedeschi. In quegli stessi anni Franco Peyretti riusciva ad installare nella «sua» Banca del Sangue la prima «catena per il frazionamento crio-plasmatico del sangue per ottenere albumina e gammaglobuline da trasfondere. In Neurochirurgia si utilizzava la crioterapia, il «bisturi di ghiaccio» che serviva per operare i malati di Parkinson. La criochirurgia si diffuse velocemente in molte specialità chirurgiche incluso il trattamento loco regionale dei tumori. Tecnica, tutta torinese, si sviluppò in tutto il mondo e dette origine a numerose Società scientifiche nazionali ed internazionali, tutte collegate al Centro Cornaglia, le quali celebrarono congressi in Europa, America ed Asia. Praticamente nasceva una scuola di crioterapia che stava trovando nuovi campi di applicazione. In Urologia, con il Prof. Gianni Sesia e colleghi, in Chirurgia Plastica con i Proff. Vittorio Bergonzelli, Aldo Fontana, Egle Muti. Un altro campo in cui Torino eccelleva era il trattamento acuto dei grandi ustionati. Al CTO, diretto dal Prof. Teich Alasia, nel suo Centro Grandi Ustionati per la prima volta in Italia venne praticata la balneazione a questi pazienti che poi venivano ricoverati in camere sterili e climatizzate, per proteggerli dal pericolo di infezioni. Il professor Teich Alasia ultra novantenne lavora ancora, in quello stesso studio per combattere queste lesioni. Negli stessi anni, presso la Clinica Chirurgica dell’Università veniva messa a punto una pompa per infusioni arteriose, l’Arterioclisi, antesignana delle pompe per infusione (venosa) oggi ovunque utilizzate ed in Clinica Medica arrivavano i primi gastroscopi a fibre ottiche. Dietro a queste tecnologie c’era sempre lui “Francesco” sempre pronto a raggiungere apparecchi e strumenti di ogni genere, in tutto il mondo e portarli ai Maestri torinesi. Ovunque, si avvertiva fortemente la necessità di mettere a disposizione le proprie capacità, le riscorse culturali e tutta l’esperienza per risolvere, insieme, tanti problemi; per realizzare progetti sebbene tante fossero le difficoltà e pochissimi i soldi. Da ciò credo nacque l’idea, ai Fondatori del Centro Cornaglia, di dedicare un Centro culturale scientifico alle relazioni interdisciplinari. Un semplice contenitore dove inserire risorse culturali e disponibilità, dove trovare spazi attrezzati per incontrarsi, discutere anche tramite le Associazioni Mediche. Un luogo dove poter scambiare informazioni ed esperienze con tutto il mondo. Senza clamore e con naturalezza perché la Medicina Piemontese era importante, conosciuta, stimata e generava sinergie in tutti i campi, facendo provare, a chi per essa operava, il piacere di appartenervi. Di poter dire ed oggi ricordare: «C’ero anch’io…..”

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