1970 — Nasce a Torino la “Società Italiana di Informatica Medica«


E’ sorta a luglio del 1970 con il sostegno del Gruppo Giornalistico Minerva Medica, quando già aveva al suo attivo due congressi: il primo nell’ottobre 1968 presso l’Ospedale S. Giovanni, –nel quadro delle “Giornate Mediche Internazionali”-, il secondo a dicembre 1970, alla Fondazione Agnelli all’interno delle “Riunioni d’Informatica”. Da subito la Società d’Informatica Medica può avvalersi di un organo ufficiale, la rivista “Minerva Medica” che ospiterà, semestralmente, le sue pubblicazioni e comunicazioni. Lo scopo della Società di Informatica Medica, oltre a quello scientifico, è promuovere l’utilizzo dell’informatica in campo medico e, di conseguenza, “potenziare il senso qualitativo e quantitativo delle possibilità della medicina moderna” La società si prefigge di operare su più fronti. Il fronte tecnologico che stimola in base all’applicazione della Information Science, un’ampia integrazione tra le singole branche della medicina ed il mondo industriale tecnologicamente più avanzato; quello sociologico che manifesta l’inadeguatezza delle strutture di allora esistenti nella vita ospedaliera con il mancato sfruttamento al meglio della scienza dell’organizzazione, nonché l’impossibilità di svolgere, per difetto tecnico quello che è uno dei problemi umani ed economici più affascinanti della scienza medica, la prevenzione della malattia. Il fronte umano: proprio la macchina così fredda ed impersonale aiuterà il medico, alleviato di molti impegni attuali a riprendere un colloquio con l’uomo singolo da esaminare. Scriveva allora il professor Pier Federico Angelino, presidente della società ”Il medico non è più in grado di sostenere l’avvento di una medicina sociale con le attuali strutture. Si profila quindi la necessità dell’accoppiamento tra il calcolatore e l’uomo”. L’anno successivo alla fondazione, il 1971, la società organizza il suo secondo convegno di informatica medica con questi temi: “il medico ed il controllo multifasico della salute”, “Il cittadino di fronte al controllo multifasico della salute”. L’interrogativo principale è, però, il ruolo del calcolatore nella vita dell’ospedale moderno che viene ipotizzato in tre punti principali: l’organizzazione del lavoro che il medico deve compiere nel ciclo diagnostico-terapeutico; la raccolta dei dati provenienti da differenti fonti e servizi; l’inserimento dello stesso calcolatore (off-line ed on-line) con differenti strutture ed apparecchiature. La Società di Informatica Medica aveva anche altri scopi, come recita lo statuto: “dare impulso alle ricerche scientifiche ed alle iniziative pratiche nel campo dell’informatica medica; promuovere e seguire l’attività legislativa nel campo dell’applicazione dell’informatica e dell’automazione in medicina e patrocinare la partecipazione italiana ai congressi internazionali di informatica medica, nonché organizzare quelli nazionali ogni due anni oltre alle iniziative accademiche e formative”. Lo statuto della società prevede differenti professionalità tra i suoi soci ed i possibili sostenitori ed accoglie anche gli studenti. Negli anni successivi la società partecipò a molti convegni internazionali, i cui atti vennero raccolti anche dal Centro Cornaglia che li conserva ancora nella propria biblioteca. La sede della società è sempre stata presso la Minerva Medica di Torino ed ancora nel 1985, allorché venne rinnovato il consiglio direttivo dopo la scomparsa del professor Angelino, l’omonima rivista ne riporta la notizia. Ecco un’altra importante pagina della storia della scuola medica torinese: una sfida al futuro che oggi può apparire quasi banale, abituati come siamo all’uso dell’informatica. Per chi viveva in quel periodo come addetto ai lavori tutto ciò appariva invece miracoloso: l’elettronica analogica, cioè quella tradizionale, si trasformava in digitale, un ponte che la collegava al futuro perché permetteva di dialogare con il computer. Ci si avvaleva delle interfacce per la trasformazione dei segnali; si ricorreva al cavo telefonico con il modem per la trasmissione dei dati convertiti e così si poteva eseguire un elettrocardiogramma a Torino, trasmetterlo “via cavo” all’ospedale di Mannheim ove veniva letto! Era cominciato Internet! Era il 1971. (Dario Bracco)

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